L’amor platonico riassunto schematico dei temi affrontati

1) L’AMORE E’ DIVINA MANIA

E’ un dono degli dei, una follia sacra, delllo stesso tipo dell’invasamento dei veggenti o dei poeti ispirati. Vedendo la bellezza dell’amato ci spingiamo oltre il nostro io, ci spuntano le ali e spicchiamo il volo verso la Bellezza ideale. Dunque è una forza che ci fa superare i nostri limiti!

Lettura dal manuale pag.329-330 + guida all’analisi

2) L’AMORE COME COMPLETAMENTO: IL MITO DELL’ANDROGINO

La superbia ci ha diviso, l’amore ci unirà nuovamente. L’amore è unione con la nostra metà originaria, che  è come il pezzo mancante della tessera che ci compone.

Manuale pag.326-329 oppure guardate il video

http://vimeo.com/60839556

3) L’AMORE E’ MEDIATORE TRA L’UOMO E DIO, TRA POVERTA’ E INTELLIGENZA, TRA IGNORANZA E SAPIENZA. AMORE E’ FILOSOFO

L’energia della filosofia, così come di altre passioni dell’essere umano che è abitato dall’amore per la scoperta, la ricerca, il sapere.

Manuale pag. 331-332

4) L’AMORE E’ PURIFICAZIONE: LA SCALA DI EROS

Partiamo sempre dall’amore per cose fisiche, dal desiderio di possedere ciò che ci appare irresistibilmente bello, ma se ben instradati, giungiamo ad un amore e ad una bellezza ideale e universale. Dall’amore per i corpi all’amore per il sapere.

Manuale Pag.333

AMORE E SESSUALITA’ NELLA GRECIA ANTICA: VISIONE DELLE PAGINE 364-365-366

Platone, il corpo e le passioni, la Bellezza e l’Amore

Dal mito della biga alata:

L’anima è una FORZA composta da un carro alato trainato da due cavalli e guidato da un auriga.

L’anima degli dei, che è perfetta, “gira per tutto il cielo” godendo della visione delle idee, che sono nell'”Iperuranio”. Tale visione è la contemplazione della Verità ed è il sommo piacere e godimento che anche le anime dei saggi provano quando ricercano il sapere.

Ma che ne è degli uomini? L’anima degli uomini è in costante tribolazione: infatti l’auriga, che corrisponde alla parte razionale – la parte migliore per Platone, cerca di tenere la rotta, di governare il carro volendo seguire il cammino degli dei. Il cavallo nero, che rappresenta le passioni più basse e istintive, tira verso il basso, il cavallo bianco – bello e buono, che rappresenta le passioni “buone”- tira verso l’alto, concedendo all’auriga di intravedere  le idee.

biga alata2

Le anime degli uomini si urtano e si accalcano l’una con l’altra, cercando di passare per prime, e da questa lotta molte riportano le penne spezzate!

“Il motivo per cui ci mettono tanto impegno per vedere la Pianura della Verità è questo: il nutrimento adatto alla parte migliore dell’anima proviene dal prato che è là, e la natura dell’ala con cui l’anima può volare, si nutre proprio di questo”.

IL CORPO degli uomini per Platone è quella parte più pesante, che tira verso il basso: “finché la nostra anima rimane invischiata in un male siffatto, noi non raggiungeremo mai ciò che ardentemente desideriamo, cioè la verità”. Se non ci liberiamo di “questo sepolcro che ora ci portiamo appresso e che chiamiamo corpo, imprigionati in esso come l’ostrica”, non potremo vedere la pura luce della giustizia, della temperanza, e di tutte quelle idee che l’animo anela a contemplare..

Platone scrive che il corpo e le sue PASSIONI ci procurano innumerevoli preoccupazioni, il nostro corpo è “pieno di amori, passioni, paure, fantasmi di ogni genere e di molte vanità… tutte le guerre vengono originate per brama di ricchezze, che dobbiamo procurarci per necessità, in quanto siamo asserviti alla cura del corpo… ci provoca turbamento e confusione e ci stordisce...”

dalì.passione

L’ANIMA DEVE GOVERNARE IL CORPO E DOMINARLO, REPRIMENDO LE PASSIONI CHE CI ALLONTANANO DALLA RICERCA DEL VERO, DEL GIUSTO, DEL BELLO!

Ma come fa l’anima a “elevarsi” e far prevalere la parte razionale, che ci fa vivere in pace e in armonia con gli altri uomini, alla costante ricerca del sapere?

LA TEORIA DELL’AMORE E LA VISIONE DELLA BELLEZZA :

Ricordate il cavallo bianco?

Per Platone proprio grazie alle passioni “positive” riusciamo a sviluppare quella forza che ci consente di elevarci dai semplici piaceri all’incorporeo mondo dell’iperuranio.

E’ infatti L’AMORE a risolvere il conflitto presente nell’uomo e a riportare pace e unità tra anima e corpo.

psiche e amore

L’ AMORE E’ DIVINA MANIA, E’ LA MIGLIORE ISPIRAZIONE (SIMILE ALL’ISPIRAZIONE DEI POETI)

L’uomo vedendo la bellezza dell’amato, si ricorda la VERA BELLEZZA, e mette le ali desideroso di volare!

Nel Simposio Platone descrive la sua teoria dell’amore attraverso diversi personaggi.

Il mito dell’androgino è raccontato da Aristofane

http://vimeo.com/60839556

Nel discorso tenuto da Socrate invece viene raccontato  il mito di Eros:

(tratto dal film : Il Banchetto di Platone-Marco Ferreri-ITA 1989 (12,34 min)

http://www.youtube.com/watch?v=uhYWihYWk0E

 

 

 

Platone lezione 2

La filosofia di Platone è alla base del pensiero occidentale. 

platoneditoalzato

Possiamo dire che le radici della scienza, della morale, della nostra idea di uomo, si sono nutrite per millenni del suo pensiero.

Dalla lettura del mito della caverna abbiamo già molti elementi per entrare nel vivo della filosofia di Platone:

mito-della-caverna3

Il fine della filosofia è liberare gli uomini, che per loro natura sono soggetti alle illusioni dei sensi e della corporeità e sono schiavi delle abitudini. La condizione abituale dell’uomo non è di libertà e obiettività nei confronti di ciò che ci circonda, vero?

La filosofia è un’esperienza di cambiamento, un’illuminazione!

Il filosofo ha dunque un importante ruolo: 1) definire i principi morali, cioè individuare delle regole di condotta che facciano vivere in armonia, delle LEGGI. 2) Individuare dei principi validi di conoscenza del mondo, qualcosa che va al di là delle apparenze e che possa fondare la scienza vera!

Come il suo maestro Socrate, Platone cerca di superare la CRISI di valori che apparteneva al suo tempo.

Immaginiamo cosa voleva dire vivere la decadenza e la corruzione dei valori della polis  dopo la splendida età di Pericle! Immaginiamo anche lo shock che Platone deve superare per la morte del suo maestro.

morte di socrate

Socrate sosteneva che la verità, i valori che guidano il nostro agire, vanno scoperti (più che atro cercati), attraverso il dialogo. Il saggio può affrontare felice la sua morte se ha vissuto vicino a tali valori (giustizia, ricerca della verità, ecc). Platone, a differenza di Socrate, decide di scrivere i dialoghi in cui avviene la scoperta di idee universali, attraverso la razionalità.

Inventa così una maniera di scrivere la filosofia che era del tutto nuova: i suoi scritti sembrano mettere in scena ciò che avveniva tra due o più persone che cercano insieme la verità: Platone ha scritto 34 dialoghi! Alcuni sono di gradevole lettura.

L’uomo, sia per Socrate che per Platone, ha in sé i mezzi e le potenzialità per accedere ad una verità assoluta, condivisa da tutti. 

Platone divide il mondo in due:

il mondo sensibile e il mondo intelliggibile,

le cose, la realtà mutevole, multiforme, colorata, e le idee, che hanno esistenza separata 

il corpo e l’anima

Il bene, la verità, il bello, la Giustizia  = Positivo

il male, la falsità, il brutto (il bello parziale), l’ingiustizia, ecc. = Negativo

E l’uomo è nel mezzo! Alla costante ricerca del bello, del vero, del giusto. Ma pur sempre sottoposto alle influenze del mondo della sensorialità, poichè ha un corpo che lo spinge talvolta verso il male!

L’essere umano può comprendere il bene assoluto, il bello assoluto, ecc., perché la sua anima, essendo immortale, ha potuto “vedere” le idee nel mondo dell’iperuranio.

Per spiegarsi meglio Platone usa delle metafore, dei racconti, dei miti:

Ecco per esempio che con il mito della biga alata Platone spiega come fa l’anima a conoscere, anzi a vedere, le idee nel mondo dell’iperuranio:

biga alata1

La nostra vita è un ricordare le idee viste nel mondo dell’iperuranio: la teoria della reminiscenza (il ricordo) aiuta Platone a spiegare come possiamo andare oltre la realtà dei sensi e cogliere l’unicità oltre la molteplicità, ad esempio l’idea di Bello al di là delle cose o delle persone in cui la bellezza è incarnata.

 

 

 

 

 

 

Platone 1

Il mito della Caverna

-”Paragona la nostra natura, per ciò che riguarda la sapienza e l’ignoranza, ad un’immagine come questa. Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata rivolta verso la luce ed ampia quanto tutta la larghezza della spelonca, immagina che vi siano, fin dalla loro infanzia, degli uomini con le gambe ed il collo incatenati in modo che non possano né muoversi né guardare se non davanti a loro, perché a causa delle catene non possono volgere attorno nemmeno la testa. Alle loro spalle brilla la luce di un fuoco, alto e lontano; tra il fuoco e i prigionieri corre una strada sopraelevata, lungo la quale si alza un muricciolo, simile a quegli schermi che i burattinai pongono davanti agli spettatori, al di sopra dei quali fanno vedere i loro burattini”.

Il mito della caverna


-”Vedo”, rispose.
-”Immagina, ancora, di vedere lungo questo muretto delle persone che portano oggetti di ogni specie, statue e figure 
umane e di animali di pietra e di legno o di altro materiale, sporgenti al di sopra del muricciolo; come è naturale, poitra questi portatori alcuni parlano, altri stanno zitti”.
-”Strana è l’immagine che stai descrivendo”, osservò
“come strani sono anche quei prigionieri”.
-”Essi sono simili a noi”, risposi. “Credi tu, infatti, che in questa situazione essi possono vedere
anzitutto, di sé e dei propri compagni se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna, che sta loro di fronte?”
-”Come possono”, rispose, “se essi sono costretti a tenere il capo immobile per tutta la vita?”
.
-”E per gli oggetti che vengono trasportati dinanzi a loro, non è la stessa cosa?”
-”Certamente”.
-”Se quei prigionieri potessero parlare tra loro, non pensi tu che, discorrendo, riterrebbero come oggetti reali ciò che stanno vedendo?”.
-”Necessariamente”.
-”E se la prigione avesse, inoltre, un’eco proveniente dalla parete che sta loro di fronte? Se ogni volta uno di quelli che passano facesse sentire la propria voce, pensi tu che essi la crederebbero diversa da quella dell’ombra che passa?
.
-”Penso di no, per Zeus!”.
-”Insomma”, ripresi io, “per questi uomini la verità non può essere altro che le ombre di quegli oggetti”
-”Certamente”, confermò.
-”Esamina ora come potrebbero liberarsi dalle catene e guarire dalla loro ignoranza; rifletti su quello che accadrebbe se si verificasse un caso come questo: immagina che uno di loro venisse sciolto, costretto improvvisamente ad alzarsi, a girare la testa, a camminare, a rivolgere lo sguardo verso la luce; facendo tutto questo
proverebbe certamente un senso di dolore ea causa della luce, sarebbe incapace di scorgere quegli oggetti di cui prima vedeva soltanto le ombre. Cosa potrebbe rispondere, secondo te, se qualcuno gli dicesse che fino a quel momento egli non aveva visto che vane apparenze, ma che oraessendo più vicino alla realtà e rivolto verso oggetti più reali, egli può vedere meglio? E se ancoramostrandogli ogni singolo oggetto che passa davanti ai suoi occhi, lo si costringesse a dire ciò che esso effettivamente sia, non credi tu che rimarrebbe dubbioso e giudicherebbe più vere le ombre che vedeva prima, rispetto a tutto ciò che gli verrebbe indicato adesso?”.
-”Molto più vere”, rispose.
-”Se poi lo si costringesse a guardare la luce stessa, non pensi tu che egli proverebbe dolore agli occhi e non fuggirebbe forse, volgendosi a quegli oggetti che può guardare e che, in realtà, ritiene più veri di quelli che gli verrebbero mostrati?”,
-”E’ proprio così”.
-”Se poi lo si trascinasse di lì a forza, su per la salita scoscesa e difficile e non lo si lasciasse prima di averlo tratto alla luce del sole, non credi tu che egli soffrirebbe e s’affliggerebbe per essere stato così trascinato? E una volta giunto alla luce, i suoi occhi, abbagliati, potrebbero distinguere 
 qualche aspetto degli oggetti che ora riteniamo come veri?”.
-”Così, all’improvviso, certamente non potrebbero”.
-”Egli, infatti, ritengo, dovrebbe prima abituare i suoi occhi, se vuole guardare gli oggetti del mondo superiore; innanzi tutto, più facilmente egli potrà distinguere le ombre, poi le figure degli uomini e degli altri oggetti riflessi nell’acqua e infine gli oggetti stessi; in seguito, guardando la luce delle stelle e della luna, potrà contemplare di notte i corpi celesti e lo stesso cielo più facilmente che, durante il giorno, il sole e la sua luce
.
-”Senza alcun dubbio”.
-”Alla fine, penso, potrà osservare e contemplare il sole quale esso è realmente, non le sue immagini riflesse nelle acque o su altre superfici; cioè potrà contemplare il sole stesso, nella regione celeste che gli è propria”.
-”Necessariamente”.
-”Dopo di ciò, per quanto riguarda il sole, egli potrebbe concludere che è proprio questo a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere la causa, in un certo senso, di tutto quello che egli
e suoi compagni vedevano nella spelonca”.
-”E’ evidente che a questa conclusione egli arriverebbe dopo aver fatto simili esperienze”.
“E ricordandosi della sua prima dimora e della conoscenza che aveva laggiù e dei suoi compagni di prigionia, non credi tu che si sentirebbe felice del cambiamento e proverebbe pietà per loro?”.
“Certamente”.
-”E se essi, nella caverna, avevano onori, elogi e ricompense da tributare a colui che distinguesse più acutamente le ombre che passavano e a chi meglio ricordasse le ombre che passavano per prime o per ultime o nello stesso momento e quindi fosse più abile nell’indovinare l’ombra che stesse per sopraggiungere, pensi tu che egli desidererebbe tali vantaggi e proverebbe invidia per coloro i quali, tra i prigionieri, avrebbero onori e potenza? Oppure non preferirebbe piuttosto essere nella condizione dell’eroe di Omero, cioè “essere un garzone di contadino, al servizio di un uomo senza ricchezze” e soffrire di tutto piuttosto che ritornare a a quelle opinioni e vivere in quel modo?”.
-”Ritengo che egli accetterebbe di patire tutto piuttosto che vivere nel precedente modo”.
-”Rifletti ora anche su questo. Se quest’uomo, ridisceso nella caverna, riprendesse l’antico posto, non avrebbe forse gli 
·occhi velati di tenebre, perché venuto bruscamente dalla luce del sole?”.
-”Certamente”.
-”E se dovesse di nuovo esprimere il proprio giudizio sulle ombre di laggiù e discutere con i prigionieri che vi sono sempre rimasti incatenati, quando la sua vista è ancora ottenebrata
 e prima ancora che i suoi occhi si siano nuovamente abituati -gli occorrerebbe, infatti, del tempo prima di abituarsi nuovamente all’oscurità -non susciterebbe forse il riso e non si direbbe forse di lui che, una volta salito lassù, se ne è tornato nella caverna con la vista rovinata e che non vale nemmeno la pena di riprovare a salire verso l’alto? E se qualcuno, poi, tentasse di scioglierli e di condurli su, in alto, se essi potessero averlo tra le mani ed ucciderlo, non lo farebbero forse?
[Repubblica, VII, 514a – 517]

 

Verifica su Socrate!

Ragazzi, mercoledì 12 Marzo ci sarà una verifica scritta su Socrate.

Le pagine del manuale a cui mi sono riferita in queste ultime settimane, attraverso i fumetti, le spiegazioni, i video qui sul blog sono:

Atene, i sofisti, il contesto storico: Pag. 151 -152-153

Socrate, pag. 169-178

Per chi è stato attento in classe, sarà una passeggiata!

In bocca al lupo!

Socrate

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Benigni ci introduce la figura di Socrate:

http://www.youtube.com/watch?v=PSSIBd_mPZ0

Dal film “Socrate”, Roberto Rossellini, 1970

qualche estratto:

“So di non sapere”

http://www.youtube.com/watch?v=l9oBr5Eb3WY

L’ironia e la ricerca di definizioni attraverso il dialogo

http://www.youtube.com/watch?v=NrGdNr-st-U

Il processo a Socrate:

http://www.youtube.com/watch?v=JaCX-8e6AxY

“Non sono un sofista… ricerco solo la verità. La mia sapienza è sapere di non sapere”

http://www.youtube.com/watch?v=WMvblFMfOAc

Riassunto in pochi minuti del film Socrate

http://www.youtube.com/watch?v=MHh0KaFaLqw

Versione integrale del film

http://www.youtube.com/watch?v=SlJSF-V6yBA

 

Estetica del vuoto

Galleria

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Partiamo da un brano del Tao Te Ching: L’utilità del vuoto Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo e nel suo non-essere si ha l’utilità del carro, s’impasta l’argilla per fare un vaso e nel suo non-essere si ha l’utilità del vaso, s’aprono porte e finestre per fare una casa e nel suo non-essere si ha l’utilità della casa. … Continua a leggere

Introduzione al Taoismo

pesciolini tao

Taoismo

1° video

Una sintesi del Tao e gli equilibri interni del corpo in 6 minuti:…. Questo Prof. ne approfitta per fare pubblicità alla sua attività. A parte questo, è un approccio ( scientifico),  che forse vi interesserà:

http://www.youtube.com/watch?v=ZbaA2dgHQIg

2° video

Il tono della voce è un po’ mistico. Efficace e con finale ironico!

http://www.youtube.com/watch?v=oqSYugv5dYc

3° video

Introduzione alla pratica del QiGong e TaiJi, da parte di uno dei migliori maestri riconosciuti a livello internazionale.

 (Solo per i curiosi che vogliono capire IN PRATICA come e cosa si fa! E’ in  inglese….)

http://www.youtube.com/watch?v=CPl8JNxSYIY

Il libro di Lao Tzu, Tao Te Ching:

http://www.taoteching.it/

Compiti per le vacanze di Natale

Per la 3 C LAM e la 3 B LAG:

Eraclito da pag.56 a pag.59 del manuale

Per tutti:

Per anticipare alcuni argomenti che tratteremo nelle prossime lezioni vi consiglio di vedere questo capolavoro, Leone d’Argento al Festival del cinema di Venezia nel 1990 :

“Morte di un maestro del Té”

http://www.youtube.com/watch?v=JkhNcUeHI0c

E’ per gli appassionati di cultura zen e di Giappone. La dimensione estetica è molto importante nel film così come nella cultura zen. Peccato dunque vederlo ad una così bassa qualità video!

qualche altra informazione sulla cerimonia del té come forma d’arte e di meditazione date un’occhiata:

http://www.giappone.cc/cerimonia-del-te.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Cha_no_yu

Su Socrate una simpatica introduzione di Roberto Benigni:

http://www.youtube.com/watch?v=Hlikq4NQKdc